Lo staff di Casa della Serratura vi parla del “Bonus Sicurezza e di come utilizzarlo in caso di sostituzione per porte blindate

Nota bene: l’articolo è scritto nell’ottobre 2019, verificate sempre che i bonus o gli incentivi siano effettivamente disponibili sui siti delle Istituzioni 

Se è già da tempo che state pensando di sostituire la vecchia porta blindata, questo potrebbe essere il momento adatto. Potreste, infatti, godere dei numerosi benefici fiscali assicurati dal Governo con la Legge di Bilancio 2019 che, di fatto, proroga a tutto il 31 dicembre prossimo il cosiddetto Bonus ristrutturazioni.

La sostituzione di una porta blindata, obsoleta e dalla tecnologia superata, che non vi garantisce più la sensazione di sicurezza ed inviolabilità che richiedete per la vostra casa, costituisce uno dei numerosi interventi, mirati alla prevenzione del rischio di intrusione, che può usufruire delle detrazioni fiscali con la rispettabile aliquota del 50%.

Il Bonus sicurezza – come funziona l’incentivo fiscale

Quello che chiamiamo comunemente Bonus sicurezza rientra, in realtà, nei benefici fiscali pensati per i lavori di efficientamento energetico dei fabbricati e per l’insieme delle ristrutturazioni edilizie, che la Legge di Bilancio per il 2019 ha prorogato per ulteriori dodici mesi.

Le agevolazioni fiscali su determinate tipologie di lavori edili, infatti, sono state introdotte nell’ordinamento italiano nell’anno 1986, con il Decreto del Presidente della Repubblica n. 917, e prevedevano una detrazione fiscale del 36% per spese il cui importo non superasse i 48.000 euro.

Nel 2012, con la Legge di Bilancio, l’incentivo per le ristrutturazioni edilizie ha raggiunto, in via straordinaria, l’aliquota del 50%, da usufruire su una spesa massima ammissibile pari a 96.000 euro annui. L’eccezionalità del 2012 è stata più volte prorogata, fino al 2019, mentre si attende ancora di sapere se anche per il 2020 si potrà godere delle medesime agevolazioni.

Nel novero degli interventi ammissibili all’incentivazione, rientrano le misure di prevenzione del rischio di intrusione di malintenzionati in casa e del conseguente pericolo relativo al compimento di atti illeciti. L’Agenzia delle Entrate, con una efficace guida agli incentivi, elenca una serie di interventi di questo genere, in un lungo elenco nel quale rientrano l’apposizione di cancelli e grate, sistemi d’allarme e di videosorveglianza, citofoni e videocitofoni, lucchetti, saracinesche, infissi blindati, vetri antisfondamento e simili.
La sostituzione della porta blindata, pertanto, rientra a pieno titolo tra le attività che possono godere del Bonus ristrutturazioni, trattandosi di un intervento finalizzato ad incrementare i livelli di sicurezza antintrusione della vostra abitazione.

Come usufruire del Bonus sicurezza per sostituire la porta blindata

Il requisito fondamentale per accedere al Bonus sicurezza consiste nell’essere regolari contribuenti Irpef o Ires. Non ha senso parlare di detrazione, infatti, se non siete assoggettati al pagamento delle imposte sulle quali operare le detrazioni stesse.

Essere il proprietario di casa non è, invece, requisito necessario per usufruire del Bonus, poiché anche i titolari di un diritto di godimento dell’immobile (locazione, usufrutto, comodato, nuda proprietà) possono richiedere, e ottenere, le detrazioni.

I familiari conviventi, il coniuge separato che abiti nella casa dell’ex coniuge, il compagno convivente, hanno diritto ad usufruire degli incentivi alla stregua del proprietario. Ma anche il socio di una cooperativa, oppure l’imprenditore singolo, le società in accomandita semplice, in nome collettivo, le imprese a conduzione familiare.

Una volta scelta, tra i tanti modelli disponibili sul mercato, la porta blindata più adatta alle vostre esigenze, nonché la ditta che si occuperà dell’installazione, occorre procedere ai pagamenti avendo cura di utilizzare i bonifici parlanti, vale a dire i bonifici bancari o postali che riportino, oltre alla causale del versamento, anche il codice fiscale sia di chi esegue il pagamento (quindi il vostro) che del beneficiario (codice fiscale o partita iva della ditta esecutrice dei lavori).

Una volta calcolata la detrazione alla quale avete diritto, pari al 50% delle spese che avete sostenuto per l’acquisto e la sostituzione della porta, l’importo andrà inserito nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno successivo a quello nel corso del quale i lavori sono stati realizzati e la spesa onorata.

Nella medesima dichiarazione andranno inseriti anche gli estremi catastali dell’immobile oggetto dei lavori ammissibili all’incentivazione fiscale. A partire dall’anno successivo a quello della dichiarazione e per i nove anni susseguenti, l’importo cui avete diritto vi sarà restituito sotto forma di detrazione fiscale, suddiviso, appunto, in dieci rate di pari entità.

A ben vedere, si tratta di realizzare un ottimo investimento, se considerate che determinati lavori arrivano a costarvi la metà, sebbene il risparmio sia spalmato su un lasso temporale piuttosto ampio. Al momento, il Bonus può essere richiesto per le spese sostenute entro il prossimo 31 dicembre, poiché non vi sono ancora certezze in merito ad una eventuale proroga.

Sebbene sia già stato paventato, dall’attuale Ministro dello Sviluppo Economico, un prolungamento degli incentivi a tutto il 2020, pare che questo sia riferito in particolare ai lavori di ristrutturazione e a quelli di efficientamento energetico, e che per questi ultimi si avviino addirittura a diventare strutturali.

Se avete timore che la vostra porta non sia più sicura, avete tempo fino al 31 dicembre! Casa della Serratura mette a disposizione il suo staff e la sua esperienza decennale per farvi scegliere con tranquillità la soluzione più adatta alle vostre esigenze. Contattateci per maggiori informazioni!